Zero waste di coppia. La mia esperienza

Possiamo lamentarci di tante cose, ma io e Michela ibringmyownbottle abbiamo due fidanzati tanto cari. Certo, mai cari abbastanza: si sa, quando si intraprende un percorso di vita a basso impatto ambientale vorremmo che le persone che ci stanno accanto fossero appassionate e dedite alla causa tanto quanto noi. Che è impossibile. Uno dei miei grandi vanti da “brava fidanzata” però è quello di non rompere le scatole: mi piace condividere le mie idee, spiegare i miei principi, ma poi lascio massima libertà, purché le mie scelte vengano rispettate.

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Quindi, oggi vi racconto un pezzetto della nostra vita di coppia, e per rendere il tutto leggero farò una bella pagella del “fidanzato zero waste”, con tanto di voti (ovviamente, si scherza).

Sensibilità al tema: 9

R. ha a cuore l’argomento delle problematiche ambientali: ne parla con amici e colleghi, spiega loro alcune nostre scelte e consiglia acquisti più sostenibili. Mi ha sempre supportato in ogni scelta, apertura del blog in primis.

Consumi in casa: 8 ½

In questo è molto più bravo di me. Se ho voglia di fare un dolce o una pizza, bado meno alla fascia oraria e se vado di fretta salto il lavaggio “Eco”(-logico e -nomino) della lavastoviglie e uso il rapido. Sono una ribelle, potete dirlo forte.

Delivery e consegne varie: 5

Un’insufficienza stra-meritata: R. ha un problema con gli acquisti online. Spesso lo fermo, perché mi sembra da folli cercare su Amazon una spillatrice o un paio di forbici, oggetti comunissimi e acquistabili più o meno ovunque. Non è tanto il fatto delle emissioni a infastidirmi, quanto più il concetto di pigrizia consumistica: non voglio credere che siamo arrivati al punto da non avere voglia neanche di scendere alla cartolibreria sotto casa. Sia chiaro: io pure ordino online alle volte (in quarantena più del solito, lo ammetto), ma solo determinate cose (principalmente vino e libri, ovvero l’essenziale).

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Usa e getta: 7

Dunque, per certi versi è bravissimo: borraccia, caraffa filtrante, tappetino in silicone per il forno (che dobbiamo ricomprare…) e altri oggetti riutilizzabili gli piacciono parecchio. Poi su altro è inamovibile: fazzoletti e tovaglioli di stoffa sono un qualcosa che non accetterà mai, credo perché li trovi meno pratici rispetto ai classici usa e getta (che acquistiamo in carta riciclata e confezionati in plastica biodegradabile, generalmente ViviverdeCoop oppure di altri marchi che troviamo nei vari supermercati). Sui tovaglioli mi sono rassegnata, per i fazzoletti lascio a lui la carta e io tengo quelli di stoffa di nonna.

Digitale: 8

Qui mi batte 10 a 0. Non userei mai un Kindle (sì, conosco già tutti i vantaggi, perché chiunque si converta a un e-reader sente poi la necessità di farti passare al lato oscuro della forza, elencandoti le qualità delle letture online “tanti libri insieme, capisci? Quando vuoi prendi, clicchi E IN UN ATTIMO CE L’HAI, TI RENDI CONTOOOOHH?!). In generale, il suo è uno stile di vita sicuramente più digitalizzato del mio, forse in parte anche più minimalista.

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Moda sostenibile: 8

Un altro 8 pieno perché R. adotta più o meno lo stesso metodo inventato e brevettato da me medesima dopo anni di studi e ricerca: non compra. O comunque molto poco: ha dei capi vecchi che indossa da anni, quelli nuovi li compra comunque di buona qualità e made in Italy, magari non cerca il marchio 100% sostenibile fatto con materiali di recupero, ma sta attento alla fattura del prodotto.

Famiglia: 5

Da quando ho iniziato questo post, continuo a ripetermi “Non nominare la suocera, non nominare la suocera, non nominare la suocera…”. È quindi ora di parlare di mia suocera, ovviamente. Scherzi a parte, le do un 5 di incoraggiamento, “per spronarla”, come ci dicevano a scuola, ma in effetti meriterebbe pure un punticino in meno (sono troppo buona, lo so). Non mi aspetto che compri la borraccia o i dischetti struccanti riutilizzabili (mia mamma ha entrambe le cose e in questi ultimi anni ha anche regalato borracce a parenti e amici, e sì, lo sto sottolineando con una certa punta di orgoglio, ne sono consapevole), comunque un pelo in più di attenzione non guasterebbe. Rimandata a settembre.

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Alimentazione: 6 ½

R. mangia pochissima carne, un po’ perché la cucino raramente (continuo comunque a prepararla per lui, non ho problemi a toccarla finché non la mangio), un po’ perché cerca di stare attento. Fuori casa però sceglie sempre piatti di carne, pizza con salsiccia, panini con salumi… diciamo che non gli pesa non mangiarla, ma lo fa appena può. A me personalmente non dà fastidio, ma questa materia rientra pur sempre nella “pagella zero waste” e da brava insegnante non posso non inserirla.

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Supporto: 10

Chiudiamo con il voto più alto. Come ho già detto più volte, non avrei mai aperto questo blog se lui non mi avesse incoraggiata a farlo. In generale, mi è accanto qualsiasi scelta prenda, dall’alimentazione vegetariana agli acquisti sostenibili. Su alcuni aspetti cerca di cambiare anche lui, su altri rimane fermo, ma comunque sostiene le mie idee e le rispetta e fa di tutto affinché il nostro stile di vita sia il più possibile in linea con i miei valori. Gli do anche la lode, va.

Verdetto finale: nonostante un paio di insufficienze, lo promuovo a pieni voti.

Ps: ci tengo a precisare ancora una volta che si tratta di un gioco, non mi sognerei mai di mettermi a giudicare quello che fa e quello che non fa, purché ci sia di base il rispetto per l’ambiente e per le mie idee. Consiglio (non richiesto) che ho già dato tante volte in vari post ma che voglio ribadire di nuovo: non pressate le persone. Non ergetevi a giudici (non è mica detto che la vostra posizione sia necessariamente quella giusta…), ascoltate l’altra parte e cercate di venirvi incontro. Rispettare l’ambiente è doveroso così come evitare di diventare delle piattole detestabili.

Ovviamente, ora è tempo di leggere il post di Michela! 

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