Arredi e oggetti casalinghi zero waste. Un affare di famiglia

L’ho sempre detto che mia nonna e mia mamma sono le persone più zero waste che io conosca. Da sempre, pur non sapendolo. Non vi racconterò di nuovo la storia di mia nonna che non spreca niente o quella di mia mamma che lava e riusa qualsiasi contenitore le venga dato, anche quelli tecnicamente “usa e getta” (e non vi dirò nemmeno della sua ossessione per i sacchetti gelo da freezer in cui mi metteva la merenda da bambina, terrorizzandomi ogni volta “Riportalo sempre a casa. Sempre”. Giuro, mai buttato un sacchetto gelo in vita mia).

Vorrei andare dritta al punto e farvi vedere qualche “chicca” che ho trovato in famiglia e che ora fa parte di casa mia. Non solo fazzoletti di stoffa, quindi, ma anche pezzi d’arredo, piatti, brocche… oggetti appartenuti alla mia nonna paterna, alcuni a quella materna, altri – sinceramente – neanche ricordo più di chi siano. Bisogna avere buon occhio per trovare quello che fa al caso nostro nei negozi di seconda mano, e io in questo non sono brava. Sono la numero uno, però, a frugare fra gli armadi di mamma e zia, e a ridare nuova vita a pezzi vintage di nonna. Spesso la soluzione zero waste è più facile ed economica di quanto pensiamo.

Certo, non si può arredare un’intera casa con gli oggetti degli altri ma, se non si è particolarmente esigenti, si possono evitare tanti nuovi acquisti. Ecco qualche pezzo recuperato a cui sono particolarmente affezionata (a questi si aggiungono coperte, lenzuola, tappeti, pentole, posate, canovacci, tovaglioli di stoffa, cestini per il pane… insomma, mi prendo un po’ tutto).

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Set di piatti, brocca, scodelle e tazze in ceramica dipinte a mano da un artigiano abruzzese, recuperate dalla casa in montagna della mia nonna paterna.

tovaglie

Varie tovaglie di stoffa rimediate da nonna, mamma, suocera (ne ho tantissime, queste sono solo una piccola parte).

decorazioni

Decorazioni in ceramica. Alcune di queste erano già qui in casa e, coincidenza, mia mamma ne aveva altre identiche, dello stesso colore.

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Anfore in ceramica acquistate anni fa dai miei genitori (perdonate la foto orrenda, ma non volevo tirarli giù dallo scaffale per paura di romperli. Lo scatto ovviamente non rende giustizia alla loro bellezza)

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La mia famiglia fatica ancora a ridurre l’uso della plastica, soprattutto a concepire la possibilità di comprare detersivi e saponi alla spina. Ma non conosco qualcuno più zero waste di mia mamma o mia nonna. E sì, la mania di “non buttare via niente, che magari torna utile” l’ho presa da loro. Aneddoto divertente: è stato inquietante notare come, pur non essendocelo mai detto espressamente, sia io che mia madre in questi anni abbiamo accumulato sacchetti pieni di nastrini, coccarde, targhette e altre decorazioni riciclate da vari pacchetti regalo ricevuti. Quando abbiamo scoperto di avere entrambe la stessa patologia, siamo scoppiate in una grande risata. Viva la mia mamma!

 

6 pensieri riguardo “Arredi e oggetti casalinghi zero waste. Un affare di famiglia

  1. I miei non buttano mai via il sacchetto di carta del pane quando vanno dal fornaio! Lo piegano e lo mettono da parte. Hanno una certa scorta di questi sacchetti e sono molto utili quando si deve incartare qualcosa da asporto. Anch’io ho attinto molto dalle masserizie di mamma e suocera. Praticamente non ho comperato piatti né pentole. Mamma e suocera ne avevano presi a sufficienza negli anni con le raccolte punti dei supermercati, erano ancora nuovi e li hanno dati a me!

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