Una vita in bianco e nero

Ne parlo raramente, lo so. Credo di averne citato un paio per la prima volta sul mio profilo Instagram solo la settimana scorsa. Eppure, i libri sono i miei compagni di vita da sempre. Niente commenti, nessuna recensione né consiglio: voglio raccontarvi come tutto è iniziato.

Perché c’è un momento esatto in cui le cose iniziano, un punto di partenza, solo che alle volte non lo vediamo. Così come c’è sempre un momento in cui, a un tratto, tutto si fa chiaro, assume un significato, anche nelle condizioni più inverosimili: il momento dell’anello che non tiene.

Ma quando è stato, per me, il momento?

Ho imparato a leggere e scrivere da sola, all’età di tre anni e mezzo. Due aneddoti divertenti che richiamo alla mente sempre con molta dolcezza, considerando che negli anni avvenire la scrittura e la lettura mi hanno accompagnata a ogni passo.

Ho tenuto per anni, ma davvero molti anni, diari segreti. Oltre a un quadernino di “poesie”, uno degli oggetti più cari che ho: la prima l’ho scritta a 5 anni, poi ho continuato, poche righe alla volta, più o meno una/due poesie l’anno. Non è ancora finito.

Leggevo, anche. Leggevo tantissimo.

journal-2850091_960_720

Scrivevo sul banco scuola, uno dei miei giochi preferiti, una mini scrivania di plastica bianca e rosa su cui passavo intere giornate. Scrivevo per terra, sul tavolo della cucina, a scuola, nel letto. E leggevo in macchina, durante il tragitto per arrivare a scuola la mattina, leggevo nel letto, leggevo per terra, leggevo ovunque.

Scrivevo e leggevo, e questo mi rendeva felice.

Mi ha reso felice per tutta la vita.

Sarebbero tanti gli episodi da raccontare, così preziosi per me al punto da esserne gelosa e non riuscire a condividerli facilmente con gli altri. Nel tempo, i libri (e i fogli) mi sono sempre stati vicini. Alle elementari era diventata quasi una gara con me stessa: leggevo libri più in fretta possibile, li divoravo letteralmente.

Alle scuole medie, iniziavo ad alternare le prime letture più impegnative ad altre ancora leggere, scorrevoli, infantili.

books-1245690_960_720

E poi ci fu il liceo. E ci furono grandi insegnanti, devo riconoscerlo, almeno per le materie umanistiche. Italiano, inglese, storia dell’arte: le mie materie preferite (insieme a filosofia) e soprattutto i miei tre insegnanti-guida (in questo caso, senza filosofia).

Professori appassionati, coinvolti, ancora visibilmente emozionati nonostante i tanti anni di esperienza. Due donne e un uomo dalla sensibilità spiccata, la conoscenza profonda della materia ma prima di tutto una passione smodata, senza freni. Uno di quei grandi amori da vivere a pieno, senza riserve. Le loro parole le porto con me, i loro consigli li ho seguiti (più o meno) tutti, e spesso, ancora oggi, nonostante il passare del tempo mi ritrovo a chiedermi “Cosa direbbe X, Y, Z al riguardo?”. E riesco ancora a sentire le loro battute, le loro frasi di incoraggiamento, le loro opinioni nette e acute. Molti dei libri letti, autori scoperti e sì, anche punti di vista fatti miei, sono opera loro.

L’amore, quello no. Lo hanno accresciuto, sì, reso forse più maturo, più evoluto: ma quella forza motrice inarrestabile era già dentro di me. Non c’è un motivo, o almeno non credo che ci sia: esiste una ragione logica dietro i sentimenti d’amore?

Dicevo, il liceo fu un gran punto di svolta. In parte grazie ai miei insegnanti, in parte, semplicemente, per via degli stimoli continui, il senso di frenesia e irrequietezza che solo l’adolescenza ti fa provare. In particolare, il terzo liceo fu l’anno dell’”innamoramento accanito”, tanto per citare uno dei volumi del mio cuore (L’amore ai tempi del colera, che non è il più bel libro mai letto, ma è sicuramente quello a cui sono più legata). L’anno delle letture voraci, continue, della scoperta di autori che mi avrebbero poi indicato la strada in seguito.

Il liceo fu il periodo in cui incontrai il mio grande amore.

R., naturalmente, ma non solo: Shakespeare. Un autore (L’autore) che vivo in maniera così intima che quasi fatico a scriverne il nome. Il mio Shakespeare, quello che mi ha plasmata, cambiata, scossa nel profondo, forgiando parte della mia identità per sempre. Togliendo quel velo ipnotico dagli occhi, mostrandomi L’Amore. Provo tanti sentimenti per Lui, le sue opere, i suoi capolavori, il suo straordinario lascito all’umanità, a me, ma uno fra tutti: gratitudine. Un senso di incommensurabile gratitudine.

Potrei raccontarvi, certo, dell’Università, dei miei studi letterari, della classe di scrittura creativa, dei romanzi iniziati, delle storie scritte sui tovaglioli del bar, sul blocco con la matita per gli occhi, al computer di notte con le musiche di Morricone in sottofondo e un’idea timida, timorosa, che pian piano prendeva forma. Potrei parlarvi della poesia, tanta, tantissima poesia, delle sceneggiature cinematografiche, dei saggi brevi, dei testi teatrali, delle volte in cui – ancora oggi – nei momenti più difficili mi estranio dalla realtà e cerco di descriverla come fosse la scena di un libro, per cercare di conferire una forma al momento, delinearlo, renderlo vivo ma al contempo più facile da gestire. Dei romanzi letti e riletti, di quelli accantonati, di quelli ripresi dopo anni, visti sotto una nuova luce, e quelli immutabili, che anno dopo anno mi fanno riprovare le stesse emozioni.

Ma stavolta, più che mai, sento che il tempo delle chiacchiere è finito. Che è ora di mettere un punto, perché la commozione ha di nuovo avuto la meglio.

E sì, me ne rendo conto: questo è solo un altro – l’ennesimo – post smielato.

Ma in fondo L’Amore, quell’Amore, è anche questo.

Per sempre:

You live in this, and dwell in lovers’ eyes.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...